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postato da nanahara alle ore 02:18
martedì, maggio 31, 2005

:: Collateral :: (2004)

L'effetto collaterale del doppio

Mann è stato sempre un regista abilissimo e ha dato gran prova dell'uso del mezzo filmico. Tuttavia i suoi film spesso e volentieri riesco in maniera visivamente superba se circoscritti in un genere governate, una sorta di recinto che blocchi l'espressioni per paura della perdita narrativo costruzionale del film stesso. Heat e il pregevole Manhunter ne sono la conprova ... Collateral seppure in maniera inferiore e debole rielabora gli aspetti già adottati precedentemente come suo punto di forza, ovvero il confronto. Senza pensare alla sinossi che di per se appare piuttosto marginale l'opera si predispone su due binari, due fronde, due vite. Lo scontro/incontro del film diventa indagine speculativa dell'animo umano come fusione delle due entità. Se Cruise e Foxx sono nettamente distinti, la scommessa del regista è cercare sempre e comunque un punto di convergenza. Il campo e controcampo da banale forma cinedescrittiva lascia spazio a inquadrature laterali dei personaggi nella posizione di veicolo (destra/sinistra, avanti/indietro, guidatore/passeggero) per creare una forma essenzialmente combaciante del penoso cammino che sono costretti a portare a termine. Lo spazio diventa una prigione abnorme (dal taxi a quello urbano) dal quale sembra non si possa uscire e  l'assenza di una scansione temporale (l'unica cosa indicativa è la notte stessa che non viene 'limitata' da nessun orario) che ci presuppone un'azione/svolgimento atempore non ben decodificata. Mann parte da una descrizione minuziosa dei personaggi attraverso uno studio ficcante come l'uso certosino del dettaglio (l'eliminazione quasi totale dei piani americani nella presentazione di Max lascia spazio al primissimo piano e all'azione dell'uomo stesso : pulizia del vetro, cartolina, specchietti, mano sulla chiave) simbolo indicativo della minuzia visiva del regista fruibile al pubblico attraverso piccoli e brevi angoli descrittivi, per poi lasciar spazio a tempi e visuali più lunghi e complessi come gli interni nell'auto, le vedute della città , Vincent ripreso dall'alto e Max all'interno del suo veicolo. Il crollo avviene con il corpo che si 'fratuma' sul taxi e porta a una implosione interna della narrazione proprio come un 'effetto collaterale'; le due realtà con le proprie abitudini vengono minacciate e si minacciano a sua volta senza mai separarsi e rimangono legate indissolubilmente sino alla fine (anche con la pretestuosa scelta finale che funge da meccanismo per defenestrare l'agire (in)umano per prospettiva dell'altro). Un film di puro virtuosismo stilistico con un tono decisamente scuro (se si lascia qualche pecca filosofico-trascendentale) ma che pone innumerevoli (o meglio troppi) elementi che trasbordano dal contenuto narratologico sino a diventare peraltro inutili (il poliziotto sulle loro tracce che crede nell'innocenza di Max, i federali alle costole che invece lo ritengono l'assassino  tutto la scena ambientata nel locale ha il sapore amaro della lunghissima parentesti a puro scopo 'lievitativo' che fa quasi venire voglia di insultare un grande mestierante come Mann.

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categoria : cinema

postato da nanahara alle ore 01:34
martedì, maggio 31, 2005

.Prologo.

Vabbhe l'estate ormai è giunta e si fa sentire. Da buon isolano qual sono soffro la situazione abituato a scappare di tanto intanto presso le spiagge madreperlee che la natura selvaggia della mia terra ha procreato ... ma l'urbanistica bolognese si sa è perversa e alterna cloro e cemento (delle piscine) con spazi di verde umido che in se ha un suo tocco pittorico estremamente interessante. Bando alle ciance oggi era una giornata poco uggiosa e il sole non permetteva nemmeno di godersi il meritato riposo in una zozza piscina che sa di psante compromesso. Così si passa all'opzione B. Spulciare tra i DVD e cercare qualcosa che facesse passare un bel po' di ore tra un gelato e una passeggiata notturna nel parchetto sotto. La filmografia da scegliere di per se è molto vasta ma questa volta la mano del fato ha optato per due Thriller tendenti all'action (genere prettamente machista) con (non voluta) stessa ambientazione e ovviamente sparatorie a gogo. I registi o fautori di questa merce due primi della classe dell' industria hollywoodiana Michael Mann e il suo Collateral e Kathryn Bigelow con il 'perverso' Strange Days.

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categoria : cinema

postato da nanahara alle ore 23:00
sabato, maggio 28, 2005

Il caldo mi rende inquieto così scalciando la noia cercavo in qualche modo un film che mi alienasse. Tra le opere presenti in archivio (ebbene si ne ho un bel po' tra formato vhs e dvd) scorro un The Night of Hunter ... al tempo rimasi impressionato dall'anima nera presente in questo inconsueto capolavoro di un'opera prima (e unica) di un celebre attore dell'epoca. Una rarità nel suo genere che mescia fiaba con toni liminari tra il noir e l'horror (la paura incosciente del bimbo che la vive ha un che di orrorifico ma proprio perchè presuppone l'incoscienza non sfocia mai nel suo orrore più puro). Il mio giudizio a caldo lo scrissi tempo fa in altri lidi e denota uno spirito ancora vigente adesso.

:: La morte corre sul fiume :: (1955)

Cosa accade quando un attore celebre decide di passare dietro la macchina da presa? Il più delle volte il risultato può diventare mediocre se non ridicolo ... ma ci sono casi, rari casi, in cui un interprete anche in quel campo dimostri una superba maestria ...
Charles Laughton fa parte appieno della categoria ... quando usci l'unica sua opera 'La morte corre sul fiume' fu un flop clamoroso e passo per alcuni anni inosservato, sino alla riscoperta e alla sua postura nel campo della genialità cinematografica.
Opera prima di straordinaria bellezza che si apre e si chiude con il volto della celeberrima Lillian Gish ... figura forte che a mo' di Virgilio ci conduce in un mondo dalle forti tinte nere contornato da ridenti filastrocche infantili che accozzano con la tragedia dell'omicidio ... innocenza contro perfidia ... amore e odio ... L-O-V-E and H-A-T-E le otto lettere tatuate nelle altrettante dita del Reverendo Harry Powell (Robert Mitchum) che diventano leggibili solo quando la mano si stringe a mo' di pugno ... personaggio di rara cattiveria e fascino che razionalizza un suo Dio e ne diventa il suo angelo perfido e insegue per mari e monti (e fiumi) due novelli Hansel e Gretel, innocenti per forza, per loro stessa natura di infanti ... che vedono materializzarsi l'orrore e ipeterriti cercano una via di fuga ... con un coraggio che solo i bimbi hanno ... il voler proseguire, il voler andare avanti a tutti i costi, quando l'irresponsabilita (nel senso più positivo che vi possa essere) vince su tutto anche sulla paura della notte e delle sue creature ... e farsi guidare dall'istinto e da quel fiume unico condotto per la salvezza ...
L'inizio così dualistico ripercorrerà l'intera opera e la sua narrazione ... una forte divisione tra reale e irreale, limpido e torbido, fascino e sgradevolezza, bambino e adulto come in ogni favola che si rispetti ... già perchè il tutto è ripreso con un tono squisitamente favolistico (è presente ogni elemento: l'uomo nero e la vittima; ma anche la fauna: rane, gufi, conigli e quant'altro rispondono perfettamente al tema) senza omettere forti tinte scure che evocano orribili presagi del Male perennemente in agguato ...
La celebre scena del bimbo che racconta una favola per addormentare la sorellina e l'ombra del volto di Powell che avvolge il corpicino di John è epocale ...
E la musa di Griffith, Lillian Gish, perfetta nel ruolo antitetico al reverendo (l'inquadratura del suo profilo con in mano un fucile contrapposta a quella sfocata di Powell appollaiato sullo steccato fuori dalla finestra come un uccello predatore mentre i loro canti si sovrappongono in una 'battaglia' senza sangue o movimenti è a dir poco sublime).

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categoria : cinema

postato da nanahara alle ore 23:44
venerdì, maggio 27, 2005

Aaaargh caldo infernale. Sudato e in boxer davanti al pc con il coinquilino disteso sul divano soggiogato ma in maniera piuttosto passiva da quella pacchianata che prende il nome di Resident Evil. New horror frutto della decadenza dell'era post moderna, ibrido tra playstation e tv con modella Calvin Klein estremamente dura e distruttiva ... perdio quanto è tamarro!!! Brrrrr ... waiting for Land of the Dead io continuo a porre le mie speranze nel buon vecchio Romero ... se tanto mi da tanto potrebbe essere un ottimo vino che con l'invecchiare non può che migliorarsi ...

Evviva l'ottimismo ...

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categoria : cinema

postato da nanahara alle ore 17:50
venerdì, maggio 27, 2005

:: Sebastiane :: (1976)

Girando sul web stamane sono incappato in discorsi sui santi. Effettivamente la loro vita beata è sempre stata costellata da un che di leggendario e simil pagano a volte sino al limite  del profano. La storia di San Sebastiano dava e dà tuttora adito a questo essere liminare de la vita dei santi. Mi riporta alla memoria un film visto all'incirca tre anni fa di cui le immagini scorrono vivide. Sebastiane diretto da Jarman nel 1976 è un'opera che esula direttamente dal suo tempo (forse senza averne come capita per i film di Pasolini). Narra le vicende di un soldato romano appena declassato e  votato al martirio per non aver ceduto alle lusinghe sessuali del suo capitano. La componente omosessuale è estremamente forte tutto coreograficamente orchestrato intorno a paesaggi di desolazione tra corpi maschili scolpiti e carnali che con movenze febbrili riempiono la scena. Il corpo diventa estremo veicolo di una incorporata e e sensuale potenza che porta i segni di una scelta sempre vicina alla costrizione tra appagamento e luce (quella del Sole cui Sebastiano sembra devoto). Il film si protrae in maniera quasi assettica e scarna, tra un realismo al limite del suo essere arido (lunghi piani sequenza e l'uso del latino come linguaggio principale) e la crudezza della carne nella sua completa nudità che culmina con l'estasi finale delle frecce che compenetrano il corpo del protagonista Leonardo Treviglio (impudico non professionista e involucro ai limiti della perfezione) in silenzio senza dolore senza suono alcuno ... tranne il vento.

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categoria : cinema

postato da nanahara alle ore 01:06
venerdì, maggio 27, 2005

Stanotte in una delle tante finestre che davano sul portico di Via Acri (un vicolo dimesso e alquanto oscuro per la sua aurea un po' decadente/degradata) inizia ad uscire una musica leggera e allegra. Spagnoleggiante ma che nasconde una amarezza fottuta che cozza totalmente con i toni baldanzosi e ilari ... era una versione fatta da una donna, non so un po' stile - Rebeka del Rio quella potente e bellissima voce protagonista di una delle scene più agghiaccianti e angoscianti di Mulholland Dr. di quel geniaccio di David Lynch (quella a teatro). Riproposta più volte negli ultimi anni quasi come un solitario inno alla disperazione per le sue calde note allegre ma amare come il fiele. Nel bellissimo In the Mood for Love come corollario delle azioni di due traditi amanti in potenza e nell'almodovariana 'cattiva educazione' in cui in un film nel film l'attore impostore Angel/Juan interpreta suo fratello Ignazio a sua volta travestito da Zahara trans star di uno show imitazione della Montel che canta sulle note e sulla falsa voce di :

Siempre que te pregunto
que cuando,como y donde
tu siempre me respondes
Quizas, Quizas, Quizas

Y asi pasan los dias
y yo desesperado,
y Tu,Tu contestando
Quizas,Quizas,Quizas,

Estas perdiendo el tiempo,pensando,pensando
Por lo que Tu mas quieras
hasta cuando, hasta cuando

Y asi pasan los dias,
y yo desesperado
y Tu,Tu contestando
Quizas, Quizas, Quizas.

Siempre que te pregunto
que cuando,como y donde
Tu siempre me respondes
Quizas,Quizas,Quizas

Estas perdiendo el tiempo,pensando,pensando
Por lo que Tu mas quieras
hasta cuando, hasta cuando

Estas perdiendo el tiempo,pensando,pensando
Por lo que Tu mas quieras
hasta cuando, hasta cuando

Y asi pasan los dias,
y yo desesperado
y Tu,Tu contestando
Quizas, Quizas, Quizas.

Siempre que te pregunto
que cuando,como y donde
Tu siempre me respondes
Quizas, Quizas, Quizas.
Quizas, Quizas, Quizas.
Quizas, Quizas, Quizas

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categoria : musica, cinema, pensieri in libertà

postato da nanahara alle ore 00:44
venerdì, maggio 27, 2005

Fatto! Adesso ogni battito di ciglia diventa più pesante ...
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categoria :

postato da nanahara alle ore 04:09
giovedì, maggio 26, 2005

 ::Il P - Day::

 Argh dopo tre lunghi e meditati anni ciò che era un proposito si sta per tramutare in realizzazione fine a se stessa. Quindi, vediamo ... niente più raggiri di ostacoli o speculazioni varie sull'estetica bene o mal definita di questa pratica. Mi piace e mi è sempre piaciuta. E trovo che due palle metalliche su un sopracciglio maschile (meglio se folto e ben definito) siano estremamente sexy ... quindi accettiamo di farci bucare questa sacrosanta pelle, un attimo di (presunto) dolore varranno gli sforzi di una convivenza con un oggetto estraneo. Domani farò questo fottutissimo piercing che penderà orgoglioso sopra l'occhio sinistro e lo chiamerò Noni ... amen.

Piera, amica mia ti voglio bene, conosco il tuo boicottaggio verso questo mio (ammetto) adolescenziale gesto ... ma ti prego domani accompagnami in quel non salubre posto ubicato in Via delle Moline ... mi ci vedi farmi bucare un lembo del mio corpo tutto solo perdio? :( è inaffrontabile ...

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categoria :

postato da nanahara alle ore 17:23
mercoledì, maggio 25, 2005

 La [Vendetta] dei Sith, ultimo e definitivo (?) capitolo della esalogia voluta e creata da Lucas. Nella sua ridondante frammentaria composizione effettata si pregia di una delle attrici più belle  brave della nuova Hollywood. Natalie Portman è nata prodigio e sin dalle tenera età di 13 anni aveva fatto faville in quei di Leòn, Heat- La sfida e (poco più tardi) Tutti dicono I Love You facendosi notare per il suo incommensurabile talento fatto di sguardi e movimenti ritmici del viso

Se si vuole ricercare la famigerata fotogenia  prospettata da Jean Epstein a inizio secolo quando il cinema(tografo) era in fasce e/o scalciava in culla, ovvero la relazione estetica che si crea tra l'oggetto ripreso, l'obiettivo e colui che ne fruisce ... la luce misteriosa e bellissima di cui si appropria e vive. In questo corpus potremo dire che rivive un certo allure appartenente a tante dive del passato come la Gish, la Brooks, la Dietrich, la Hepburn (Katharine), la Garbo, la Bara, la Davis, la Swanson icone silenti (chi più chi meno) e divine conoscitrici e abili manipolatrici dello stesso obiettivo meccanico e per loro ricreativo. Il corpus della Portman quindi è un veicolo classico e stupendo sempre vittima e accondiscendente allo stupro dello sguardo senza mai rimanerne viziato. Tutto questo avviene nonostante il suo mutevole aspetto per il suo ultimo lavoro, V  per Vendetta di prossima uscita nelle sale (e come prassi vuole di questi tempi tratto da un fumetto), rasata azero come novella e dolente pulzella d'orleans senza cancellare la sua inattaccabile femminilità. Bando alle ciance lei e poche altre riusciranno da qui a poco a entrare nell'immaginario iconografico futuro. 

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categoria : cinema, dedicato

postato da nanahara alle ore 11:45
mercoledì, maggio 25, 2005

Goood Morning Occhio!!! Tanto per riprendere una frase del buon vecchio Williams in un suo celberrimo film (Robin non Robbie). L mattina (?) si offre ricca e gaudente. Aria respirabile, brezza bolognese che passa inavvertitamente e salubri raggi solari guizzanti (e non pallidi com spesso accade). Ottimo scenario per un inizio di palestra (argh sono ginnico, sono ginnico, sono ginnico prima o poi finirò per crederci pure io) e subito dopo una corsa (rigorosamente in scooter) verso i loci amaeni del trentasei (36 di V. Zamboni) perchè non si sa mai chi e cosa incontrare uno sguardo, una bocca arricciata, l'amore della tua vita oppure la vana ispirazione per studiare questo picchio d'esame che sarebbe anche l'ultimo eh!!

Sguaaaaaaardi veniteeeeeeeeeeeeeee! (cit.)

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categoria : pensieri in libertÃ