:: Hostel :: (2005)
L'occhio molestato ma non troppo.
Opera seconda di Eli Roth, già padre di un altro horror quale Cabin Fever, che cerca in tutti i modi di (attraverso la violenza fortemente plastica dello splatter) tramortire il fegato dello spettatore. L'intento è decisamente mal riuscito e non per pochezza di efficacia ma per puro sbaglio e approccio. I tempi sono maturati e se l'intento di Roth era colpire il nervo ottico attraverso la ricerca del non mostrabile (in termini etici) altre strade sono state già battute. Il risultato è un pattume (la parola trash è decisamente demodè) estetizzato che porta a una spettacolarizzazione della violenza nel suo carattere più ironico (a volte involontario) prendendo trasversalmente più generi (o meglio annullandoli se nel caso ve ne fossero). Sarebbe semplice tirare fuori la solita solfa del cinema postmoderno o di un certo postmodernismo del cinema odierno, ma l'operazione di Roth risulta più non voluta che figlia di un formale esperimento di scrittura. Alla fine un Non aprite quella porta di Hopper risulta(va) per costruzione più violento e trucido rispetto a quello che Hostel propone, e l'Alta Tensione del francese Aja, rielaborando un certo modo di perpetrare il violento, sembra essere molto più "di stomaco".
Peccato per alcune idee davvero carine ... ma spennellate qua e la (come ad esempio l'ironia tetra e macabra della 'salvaguardia' delle due dita) tutto sommato perdono il loro fascino perchè emblema di una mancata coesione sfuggita a un'amante del genere quale è Roth.
.p e n s i e r o.s t u p e n d o. n.9

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[F r o m D u s k T i l l D a w n]