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postato da nanahara alle ore 11:26
giovedì, giugno 02, 2005

:: Nana :: (1925)

Il linguaggio silente.

E' il 1925 quanqo Jean Renoir decide di portare a termine il suo più ambizioso progetto, ovvero la trasposizione cinematografica del romanzo di Emile Zola. Tutto sembra studiato nei minimi dettagli ... una produzione che risulta 'immensa' (si pensa a un milione circa di franchi di allora) e Renoir costretto a indebitarsi finno al collo deve cedere preziose opere del padre e accettare l'aiuto della Delog Film una casa produttrice tedesca (che in cambio si prende i diritti di distribuzione sul suo territorio) creando il primo caso di produzione indipendente franco - tedesca. La fotografia è nelle preziose mani di Edmund Corwin già collaboratore di Chaplin e le sontuose scenografie affidate all'abilita dell'istrionico Claude Autant-Lara . Renoir riesce a creare una aspettativa smodata per il suo film facendo seguire la genesi stessa dell'opera da tutti i giornali e riviste specializzate dell'epoca (tra cui la celeberrima Cinegraphie Francaise) per potersi assicurare un alto introito e coprire i costi del film .... tutto ciò come poi vedremo funzionò in un primo momento ma poi si verificò fallimentare ... il pubblico non riuscì a capire la forza sensuale e d denuncia che questa opera emana (o meglio non riuscì ad accettarla, non volle vederla perchè il contatto con la realtà data daun opera scritta è molto più labile rispetto a un opera visiva) ... Il 27 Aprile 1926 ebbe luogo al celebre Moulin Rogue la primissima visione del film per la stampa nazionale e estera ... con la presenza di vere e proprie icone del cinema francese come Leonce Perret. Fu caos totale ci furono veri e propri fischi dai detentori per la salvaguardia del cinema classico che consideravano il regista un vero e proprio rivoluzionario e di contro i neoavanguardisti che si spellavano le mani e urlavano per innovazioni arditissime ...
La prima sequenza denominata La blonde Venus (La rinascita di venere) vedeva la prorompente ragazzotta Nana (Catherine Hessling) scendere dal cielo e legata da una corda ... la corda si blocca lasciando appesa la fanciulla a mezz'aria che goffamente sbatte braccia e gambe creando un gag divertentissimo ma al tempo stesso rivelatore ... Nel romanzo il momento derisorio coincide con l'inizio della canzone interpretata da Nana ... che esegue con scarsa voce imbarazzando il pubblico ... serviva un elemento che facesse capire allo spettatore la totale assenza di talento di un personaggio ‘senza arte ne parte’ appunto quale Nana è, avvalendosi dell’immagine e non della voce (per impossibilità del muto) lo si può definire una sorta di ‘gag sostitutivo’.
Il 25 Giugno viene proiettata la prima esclusiva all’ Aubert Palace di Parigi con dei sostanziali tagli come la suddetta scena e molte altre quali : La distribuzione delle parti per Le Petite Duchesse e le scene riguardanti il tradimento delle moglie del cancelliere Muffat (Werner Krauss) che si contrappone a quello dello stesso Muffat con Nana …. Ma naturalmente i ben pensanti non potevano accettare che la figura di una donna altolocata e borghese come Sabine potesse tradire o essere complice di un tradimento come la ragazza di strada interpretata dalla Hessling.
Intanto l’interesse per l’opera si affievolisce e i tagli non aiutano di certo; i giornali si disinteressano quasi totalmente al fenomeno e così l’uscita definitiva a livello nazionale viene ulteriormente rimandata.
Avviene il 10 Dicembre 1926 con scarso successo e Renoir apporta ulteriori modifiche rimettendo scene portanti come quella iniziale con il celebre gag e le 'petite duchesse'.
Interessante sono le numerose copie pervenuteci, alcune riconducibili alla prima di giugno e altre (le più numerose) riconducibili a quelle di Dicembre.
Jean Renoir come Emile Zola ebbe modo di tornare più volte sulla sua opera … ma come per la maggior parte delle opere appartenenti allo straordinario periodo del muto, è difficile riuscire a trovare la cosidetta ‘copia originale’ o ‘originaria’ … lo si può fare solamente tramite un accurata esamina degli elementi filologici pervenuti ai giorni nostri, tentando di capire cosa aveva in mente l’autore senza che quei fattori sociologici, economici e ideologici ‘inquinassero’ la sua opera.
Nana è un’opera estremamente metabolizzata, pensata e amata … figlia di una generazione che aveva la possibilità di sperimentare il cinema e il discorso filmico con estremo interesse. Da vedere più volte tutte le singole copie e appurare le differenze tra l’una e l’altra.

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categoria : cinema, muto