014.

"... la parola è un virus che non è mai stato riconosciuto come tale perché ha raggiunto uno stato di relativamente stabile simbiosi con il suo ospite umano ..."
[Naked Lunch]
013.

Say angel come
Say lick my face
Let fall your dress
I'll play the part
I'll open this mouth wide
Eat your heart
010.
come si sta bene a stare così soli.

E' sempre difficile andarsene. Lasciare questa fottutissima isola. Ebbene io per primo l'ho odiata [adesso a dire il vero non sono pervaso d'amore] e spiegare come mai si possa provare un senso distruttivo di disperazione ad ogni partenza per poi accompagnarla ad un immediato sollievo sarebbe controproducente. Credo di essere cresciuto sotto il [un] palco della menzogna dove teatranti più abili di me si dilettavano ad eseguire una vita non mia, placida quanto basta, e dipinta d'acqua. Acqua cheta non irruente o crasta come scriverebbe Niffoi [ruvida, amara, SPORCA] ... e tutto per non sentire la voce. Ho odiato quella voce, da sempre. Si impara ad odiare qualsiasi cosa per cultura anche quello che non si conosce, che si ama, che si è, che si vive e che [ti] uccide. E' un piccolo animaletto che ti perfora ogni angolo celebrale e lo corrode in maniera quasi inesorabile. Quasi, perchè si può ammaestrare ... avete mai provato ad ammaestrare un ragno?
Il ragno è davvero un insetto favoloso perchè riesce a costruire tele di immensa bellezza visiva, ma ne è totalmente inconsapevole. Una sorta di architetto del filo, crea per uccidere, vivere, sopravvivere e vivere due volte [riprodursi]. Ma lo fa con stile. Il suo disegno è talmente complesso che ogni sua azione è disegnata e , se guardata con minuzia, porta ad uno svolgimento coerente di percorso. Và osservato e studiato molto lentamente per capire logica e logistica di ogni sua movenza.
Tracciando i nodi e seguendo parallelamente il filo puoi convivere senza distruggerlo, perchè la sua distruzione, essendo forma parassitaria, comporterebbe la tua ... ma non è detto si possa sopravvivere, lui lo può fare di certo distruggendoti e muovendoti per inerzia, ma tu non puoi estirparlo. Il cosmopolitismo e la tolleranza sono forme teoriche e astratte inapplicabili. Il proprio malessere sociale [inteso all'interno di una società] è dovuto ad una crescente insoddisfazione di quello che si è all'interno di questa. Non perchè la società e i suoi membri sono contro di te [questa affermazione non prova che non lo siano ma solo che non siano motivo di ciò che tu sei socialmente] ma tu sei e sarai sempre CONTRO di loro, senza accettare condizioni ... nessuno sarebbe in grado di accettarle. Sarebbe un futile compromesso. Partendo da questo presupposto ogni partenza verso 'terre promesse' più consone sarebbe vana. Si starebbe comunque male ... le lesioni riprenderebbero a sanguinare e inizieresti a scalpitare portando il tuo giudizio sul resto e inevitabilmente su te stesso [che giudichi e sei un figlio di puttana] ... Per vivere meglio devo riuscire ad accettare una vita d'asceta del proprio ME. Essere il mio sistema religioso e sperdermi nella bestiale ragnatela del Supramonte.
Oppure sognare ... quando si dorme [e si sogna] nel bene o nel male si è sempre soli e vaffanculo agli altri che partecipano.